Venezia – Napoli

Venezia capita in una domenica che potrebbe dare molto al Napoli. A Bergamo si gioca alle 21 lo scontro diretto tra Atalanta e Inter. Conte ne vuole approfittare e parla di finale mondiale: https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2025/03/15/venezia-napoli-conte-conferenza-video. Parte della stampa è concentrata sull’aspetto mentale come il nostro allenatore. Dieci finali, dieci finali, dieci finali. E’ lo slogan ripetuto ovunque. Calendari a confronto dalla mattina alla sera. Ma che senso ha? Dieci gare su 38 sono una vita in senso calcistico. I calendari hanno poco significato se le più grandi squadre del passato hanno perso campionati già vinti contro le provinciali. E allora? Pensiamo al gioco. Pensiamo a come vincere le partite piuttosto che alla grinta, ai calendari e a quante gare mancano alla fine.
La partenza ingannevole
Ancora 3 5 2. L’ostinazione prende forma. L’ostinazione potrebbe essere un fattore positivo ma in questo caso è negativo, molto negativo. Intanto, inganna la vittoria sulla Fiorentina che, in pochi dicono, aveva le due gare di Coppa prima e dopo il Napoli. Inganna, altresì, la partenza del Napoli a Venezia con Raspadori e McTominay davvero sugli scudi. Questo modulo, però, non rende. Raramente siamo concordi sulle questioni di calcio ma in Redazione all’unanimità abbiamo chiesto il ritorno al 4 3 3 https://www.nelsegnodelterzo.com/2025/02/23/il-modulo-da-dimenticare/. Era il 23 febbraio, è passato un mese ma l’ostinazione porta la squadra a perdere punti su punti.
Lo sprazzo di 4 3 3
Quando al tramonto della gara entra Okafor, abbiamo un sussulto. Subito represso. Okafor è sistemato nella posizione di Raspadori. Passa poco e Okafor viene spostato a sinistra a dare forma al 4 3 3. Simeone fallisce il gol della vittoria su cross di Okafor, ma la partita finisce dopo poco e Meret ci salva sul contropiede veneziano.
L’evidenza
Con il 3 5 2 la pericolosità di Politano è bruciata. Deve fare tutto il campo e perde lucidità sia in attacco, sia in difesa. Per carità, tanta ammirazione per lui che si reinventa nel ruolo di quinto. Il doppio play ingolfa il gioco. Il Napoli è pericoloso nel primo tempo ma in virtù di sprazzi. Mai porta palla su con regolarità e con giropalla ordinato. Il 4 3 3, invece, assicura aria al gioco, ampiezza, imprevedibilità nella costruzione. Eppure sono tornati dagli infortuni Spinazzola e Oliveira mentre Okafor è sempre incisivo nei pochi minuti di gioco che gli vengono concessi. In un amen abbiamo perso pericolosità a sinistra con la partenza di Kvara e a destra polverizzando le doti di Politano. I risultati sono davanti agli occhi di tutti.
I motivi
Vorremmo capire i motivi dell’ostinazione ma in sala stampa non si parla del modulo. Come mai? Sembrava lecita la domanda sul modulo. Mister perché? Mister, sei avvelenato per la partenza di Kvara? Lo siamo anche noi. Lo siamo tutti. Adesso avremmo almeno cinque punti in più. Ma l’occasione che si è presentata è troppo ghiotta per restare fermi sulla questione della cessione più difficile da digerire. Conte torni al 4 3 3 e conduca per mano la squadra a giocarsi il rush finale che, è bene capirsi, è ancora lontano, molto lontano. Si smetta di parlare quindi di finali perché di finali si potrà parlare magari a maggio.